g, una bellissima iniziativa che abbiamo messo in cantiere un gruppo di giovani della mia parrocchia e che siamo riusciti a realizzare con non pochi sforzi. L'evento, se cosi possiamo definirlo, si chiama Loreto Cup (nome molto fantasioso no?!). La Loreto Cup, nasce principalmente con lo scopo di divertirsi giocando a pallone, non tralasciando, quelle che sono, le direttive principali di uno sport come il calcio che negli ultimi tempi si è messo in evidenza per fatti molto gravi. Si è cercato quindi di utilizzare queste direttive principali nella maniera più sana, e quando dico più sana significa senza dire parolacce, bestemmie e quant'altro. La Loreto Cup non solo nasce per quanto detto prima ma soprattutto per far si che le realtà presenti in parrocchia, possano conoscersi meglio, sfruttando proprio quello che è lo sport principe della nazione italiana, il calcio. In questo caso si tratta di calcio A5 (per quanti magari non lo sapessero significa che si sfidano in campo 2 squadre da 5 elementi ciascuno compreso il portiere). Oltre alla conoscenza tra persone si è voluto soprattutto riprendere anche uno dei punti del Direttorio della CEI, Comunicazione e Missione, quando parla della riformulazione degli oratori come apertura e al coinvolgimento delle persone non solo della stessa realtà parrocchiale, ma anche per chi si è allontanato dalla parrocchia e grazie, in questo caso, allo sport di farlo riavvicinare e coinvolgerlo. Andando più nel concreto posso dirvi che come primo torneo si sono iscritte, naturalmente a costo zero, ben 7 squadre composte da 7 elementi ciascuna. Le squadre sono composte da persone che vanno da un'età di 15 a 52 anni. "Siamo tanti senzadimora in questa rete infinita, abbiamo un punto di partenza ma non di arrivo..." Buon viaggio a tutti
domenica 23 settembre 2007
Loreto Cup
g, una bellissima iniziativa che abbiamo messo in cantiere un gruppo di giovani della mia parrocchia e che siamo riusciti a realizzare con non pochi sforzi. L'evento, se cosi possiamo definirlo, si chiama Loreto Cup (nome molto fantasioso no?!). La Loreto Cup, nasce principalmente con lo scopo di divertirsi giocando a pallone, non tralasciando, quelle che sono, le direttive principali di uno sport come il calcio che negli ultimi tempi si è messo in evidenza per fatti molto gravi. Si è cercato quindi di utilizzare queste direttive principali nella maniera più sana, e quando dico più sana significa senza dire parolacce, bestemmie e quant'altro. La Loreto Cup non solo nasce per quanto detto prima ma soprattutto per far si che le realtà presenti in parrocchia, possano conoscersi meglio, sfruttando proprio quello che è lo sport principe della nazione italiana, il calcio. In questo caso si tratta di calcio A5 (per quanti magari non lo sapessero significa che si sfidano in campo 2 squadre da 5 elementi ciascuno compreso il portiere). Oltre alla conoscenza tra persone si è voluto soprattutto riprendere anche uno dei punti del Direttorio della CEI, Comunicazione e Missione, quando parla della riformulazione degli oratori come apertura e al coinvolgimento delle persone non solo della stessa realtà parrocchiale, ma anche per chi si è allontanato dalla parrocchia e grazie, in questo caso, allo sport di farlo riavvicinare e coinvolgerlo. Andando più nel concreto posso dirvi che come primo torneo si sono iscritte, naturalmente a costo zero, ben 7 squadre composte da 7 elementi ciascuna. Le squadre sono composte da persone che vanno da un'età di 15 a 52 anni. sabato 22 settembre 2007
La realtà di Second Life
Nel mondo virtuale io entro senza sapere che farò e libero di decidere chi vorrò essere.
Però anche nella seconda vita per nascere bene, con un accesso premium, ci vuole una carta di credito e la promessa di un versamento annuale di 72 dollari USA, senza soldi si accede come basic. Senza carta di credito non puoi rifarti il look o comprare vestiti, non puoi avere una casa o partecipare a certi concerti. Ciò mostra come nel secondo mondo il mercato domini come nel primo. C'è una moneta in Second Life, il Linden Dollar (la Linden Lab è la ditta creatrice di Second Life): 250 Linden per 1dollaro USA , 360 per 1 euro. I media hanno cominciato a parlare di Second Life quando hanno scoperto che giravano soldi. Ma come mai gli onnipotenti avatar invece di volare o fare l'incredibile hanno ancora le automobili parcheggiate davanti casa o vivono in un quartiere copia di quello romano dei Parioli? La risposta mi ha sorpreso. C'è bisogno di un contesto ispirato alla vita vera, che ricordi l'impossibilità di fare una cosa: è questo che dà il brivido di poterla fare nel virtuale.
La cosa più preziosa nel mondo virtuale? Chiaramente la rappresentazione, che altro non è che script, codice di programmazione. Un anello di diamanti è più o meno prezioso secondo che il codice riesca a rappresentarlo con più o meno brillantezza. Non è l'oro ma il codice che si ruba, e c'è già chi ha subito di questi furti. Per cui il diritto di proprietà garantito su Second Life si traduce in un impegno di Linden Lab a proteggere i tuoi script di programma. Il secondo mondo è fatto da terra, acqua, cielo ed è suddiviso in regioni di 65.536 mq ciascuna dette Sims (mappa ). Le colonne che lo reggono ad oggi sono 3000 Debian server su cui gira MySQL. Anche Second Life, però, ha fatto un passo verso l'open source, nel 2007 è stato reso di pubblico dominio il software del client (il programma per accedere a Second Life dal nostro computer). Questo apre alla collaborazione per costruire, ad esempio, client utilizzabili su altri dispositivi come palmari o cellulari. La lezione di De Francisco, corredata da una curata proiezione multimediale divisa in prima e seconda parte è stata un'analisi acritica, un excursus tecnologico; è mancato il tempo per una riflessione etica. D'altronde per poter esprimere giudizi etici equilibrati è bene prima conoscere al meglio le potenzialità e i limiti degli strumenti di cui possiamo disporre. Come scrive Antonio Spadaro nel suo documentato e interessante articolo su Civiltà Cattolica , non è possibile chiudere gli occhi davanti al fenomeno Second Life o giudicarlo sbrigativamente per esaltarlo o condannarlo: va ben compreso nei suoi significati.
Aperta la Basilica di San Francesco d'Assisi su Second Life
Davvero stupefacente, sono rimasto senza parole. Una bellissima ricotruzione della Basilica superiore e di quella inferiore di Assisi ad opera della Wedoit s.a.s. di Golan Holder (nome dell’avatar).La ricostruzione al momento, nei minimi particolari, riguarda solo la Basilica di San Francesco e gli esterni dei dintorni ma, ha detto ieri Golan, nella sua intervista, hanno in progetto di realizzare anche Santa Chiara.
Penso subito alla visita che ognuno potrà fare con la propria classe alle due basiliche per ammirarne gli affreschi e le volte.
E non venite a dire che non è la stessa cosa che andarci di persona perchè ognuno ne è più che consapevole.
E’ disponibile anche una guida turistica che all’interno di Second Life mostra come è in realtà quel particolare che si sta osservando in quel momento. La guida è però a pagamento. Al momento consiglio a tutti di farci almeno un giro.
Troppo tempo...
Un saluto a tutti e buona navigazione...
lunedì 23 luglio 2007
Intermediando... notizie dalla rete
E se incontrarsi in Rete non è come stare tu a tu con una persona - c’è un filtro dato dallo strumento che toglie immediatezza - “quel poco di mediazione, di filtro che rimane, è quella che ci permette di far decantare le cose e tirare fuori il meglio (…) io non la vivo esattamente come un filtro potente, la vedo come un’apertura di possibilità”, così Maistrello.
Queste sono alcune frasi dai primi minuti di conversazione, conversazione che Luisa Carrada, fine e stimolante, è riuscita a guidare verso approfondimenti e estensioni che davvero vale la pena di gustare.
Si è parlato di blog, di reti sociali, di e-democracy, di aziende e marketing, di corporate blogging che – precisa Sergio - “non è un modo diverso per far arrivare gli stessi contenuti pubblicitari alle stesse persone: è un ambiente diverso, in cui c’è un altro linguaggio e in cui bisogna metterci… un po’ più d’anima mi vien da dire”.
Tutta la sala - numerose le persone intervenute aggiuntesi agli iscritti al corso Intermediando - ha seguito con attenzione e viva partecipazione il dialogo, per quasi due ore, porgendo domande a una tira l'altra come le ciliege. La seconda parte del video le riporta tutte.
Buona visione a tutti!
venerdì 20 luglio 2007
A volte basta solo una "Linea"
Oggi noi siamo abituati a cose fantascientifiche, telefonini stellari che manca solo che faccino il caffè, a nuove frontiere tecnico-tecnologiche, a trame complicate, accattivanti e smaliziate, vuote e fini a sé stesse, tutti espedienti che cercano evidentemente di colmare un'aridità di intelligenza e di fantasia (vedi pokemon, digimon, ecc…), più mi ritrovo piacevolmente sorpreso nel trovare arte in un genere che ormai viene relegato alla spazzatura, cioè il cartone animato(se limitativamente lo vogliamo inquadrare in questo genere), e a sorridere osservando questo esserino che mi sembra più vispo ed intelligente di molti altri in tre dimensioni.Se volete trovare qualcosa su questo bellissimo personaggio potete andare su questo sito francese TV5 dove troverete circa 56 puntate.Buona navigazione e buon divertimento.
mercoledì 11 luglio 2007
Impariamo a conoscerCi/Li
«Per andare risolutamente verso l'altro, bisogna avere "le braccia aperte" e "la testa alta", e si possono avere le braccia aperte solo se si ha la testa alta. Se colui di cui studio la lingua non rispetta la mia, parlare la sua lingua cessa di essere un gesto di apertura e diventa un atto di vassallaggio e di sottomissione».
A. Maalouf, L'IDENTITA'
Continuando a parlare di comunicazione sbagliata, o meglio il fraintendersi tra persone, c'è da dire che purtroppo si deve far conto della predisposizione della persona nel discorso che si affronta. A volte troviamo difronte l'interlocutore che già con la sola postura delle braccia per esempio, si pone in maniera di chiusura o di apertura nei confronti dell'altro. Sapete, apro una piccola parentesi, quando si fa una discussione tra amici alla fine basta uno sguardo, un sorriso o solamente un abbraccio e in quel momento si è fatto un passo in più nella conoscenza dell'altro, perchè ci si chiede scusa reciprocamente, si affrontano i problemi anche futili insieme. Questo è fondamentale nel vivere in comunità e quindi in comunione, chiusa parentesi.
Perciò prima di relazionarsi con l'altro/a è necessario "apprendere" se stessi, per conoscere le proprie differenze e riconoscere la differenza degli altri, non basta pensare che siccome conosco da anni quella persona, la conosco fino in fondo, e quindi prevedo già quali siano i suoi comportamenti in un determinato contesto. No, non è così, perchè potresti anche non conoscerla bene come dici, infatti il comportamento di una persona(umano) è in funzione dell'interazione fra la persona e l'ambiente circostante.
Avrei tante altre cose da scrivere ma per il momento mi fermo qui.