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sabato 22 settembre 2007

La realtà di Second Life

Gian Marco De Francisco, architetto digitale, ha affascinato quanti hanno ascoltato a Intermediando il 22 giugno 2007 la sua relazione sull'architettura degli spazi virtuali: dall'alfabeto, la principale tecnologia che abbiamo in noi stessi per elaborare il mondo, ai videogiochi testuali, bidimensionali, tridimensionali e sempre più realistici fino alle comunità virtuali come Second Life. Già la sua professione è una novità. Cosa giustifica la presenza di un architetto nel mondo virtuale? La risposta si appoggia all'Architettura dell'intelligenza di Derrick De Kerckhove: i nuovi strumenti dell'era tecnologica, come Internet e il Web, ci invitano a riconsiderare il concetto di spazio vissuto finora. Siccome lo spazio da sempre è ambito di pertinenza dell'architettura, ecco gli architetti digitali che si occupano della ergonomia e della vivibilità degli spazi virtuali. De Kerckhove prefigura tre mondi: lo spazio mentale, lo spazio fisico e il cyberspazio. Quest'ultimo, uno spazio a cavallo tra la mente e il mondo, è libero, fluido, magmatico come i nostri pensieri, non si riesce a definire. La tecnologia ci permette di vederlo come un sistema nervoso di cavi e schermi. La cosa che differenzia un mondo virtuale da un videogioco è la mancanza di una quest, di un obiettivo verso il quale ci si muove - ad esempio un cattivo da eliminare - associata alla mancanza di un background del personaggio - nel videogioco impersono qualcuno con una storia.

Nel mondo virtuale io entro senza sapere che farò e libero di decidere chi vorrò essere.

Però anche nella seconda vita per nascere bene, con un accesso premium, ci vuole una carta di credito e la promessa di un versamento annuale di 72 dollari USA, senza soldi si accede come basic. Senza carta di credito non puoi rifarti il look o comprare vestiti, non puoi avere una casa o partecipare a certi concerti. Ciò mostra come nel secondo mondo il mercato domini come nel primo. C'è una moneta in Second Life, il Linden Dollar (la Linden Lab è la ditta creatrice di Second Life): 250 Linden per 1dollaro USA , 360 per 1 euro. I media hanno cominciato a parlare di Second Life quando hanno scoperto che giravano soldi. Ma come mai gli onnipotenti avatar invece di volare o fare l'incredibile hanno ancora le automobili parcheggiate davanti casa o vivono in un quartiere copia di quello romano dei Parioli? La risposta mi ha sorpreso. C'è bisogno di un contesto ispirato alla vita vera, che ricordi l'impossibilità di fare una cosa: è questo che dà il brivido di poterla fare nel virtuale.

La cosa più preziosa nel mondo virtuale? Chiaramente la rappresentazione, che altro non è che script, codice di programmazione. Un anello di diamanti è più o meno prezioso secondo che il codice riesca a rappresentarlo con più o meno brillantezza. Non è l'oro ma il codice che si ruba, e c'è già chi ha subito di questi furti. Per cui il diritto di proprietà garantito su Second Life si traduce in un impegno di Linden Lab a proteggere i tuoi script di programma. Il secondo mondo è fatto da terra, acqua, cielo ed è suddiviso in regioni di 65.536 mq ciascuna dette Sims (mappa ). Le colonne che lo reggono ad oggi sono 3000 Debian server su cui gira MySQL. Anche Second Life, però, ha fatto un passo verso l'open source, nel 2007 è stato reso di pubblico dominio il software del client (il programma per accedere a Second Life dal nostro computer). Questo apre alla collaborazione per costruire, ad esempio, client utilizzabili su altri dispositivi come palmari o cellulari. La lezione di De Francisco, corredata da una curata proiezione multimediale divisa in prima e seconda parte è stata un'analisi acritica, un excursus tecnologico; è mancato il tempo per una riflessione etica. D'altronde per poter esprimere giudizi etici equilibrati è bene prima conoscere al meglio le potenzialità e i limiti degli strumenti di cui possiamo disporre. Come scrive Antonio Spadaro nel suo documentato e interessante articolo su Civiltà Cattolica , non è possibile chiudere gli occhi davanti al fenomeno Second Life o giudicarlo sbrigativamente per esaltarlo o condannarlo: va ben compreso nei suoi significati.


Aperta la Basilica di San Francesco d'Assisi su Second Life

Davvero stupefacente, sono rimasto senza parole. Una bellissima ricotruzione della Basilica superiore e di quella inferiore di Assisi ad opera della Wedoit s.a.s. di Golan Holder (nome dell’avatar).
La ricostruzione al momento, nei minimi particolari, riguarda solo la Basilica di San Francesco e gli esterni dei dintorni ma, ha detto ieri Golan, nella sua intervista, hanno in progetto di realizzare anche Santa Chiara.
Penso subito alla visita che ognuno potrà fare con la propria classe alle due basiliche per ammirarne gli affreschi e le volte.
E non venite a dire che non è la stessa cosa che andarci di persona perchè ognuno ne è più che consapevole.
E’ disponibile anche una guida turistica che all’interno di Second Life mostra come è in realtà quel particolare che si sta osservando in quel momento. La guida è però a pagamento. Al momento consiglio a tutti di farci almeno un giro.

lunedì 23 luglio 2007

Intermediando... notizie dalla rete

Per chi si volesse rendere conto di quello che è stato in parte Intermediando al quale ho partecipato nella settimana dal 18 al 23 di Giugno vicino Roma, volevo comunicare, tramite questo post, che sul sito di NetOne hanno pubblicato il video della serata del 18 giugno 2007, quando Luisa Carrada ha dialogato con Sergio Maistrello sul suo ultimo libro: La parte abitata della rete.
La parte abitata della Rete siamo noi (…) – risponde Sergio a Luisa - si può fare talmente tanto raccontando il proprio mondo…”; “Internet permette di dare spazio a tutti senza che nessuno dica questo sì e questo no (…) stiamo diventando responsabili di quello che ci interessa”.
E se incontrarsi in Rete non è come stare tu a tu con una persona - c’è un filtro dato dallo strumento che toglie immediatezza - “quel poco di mediazione, di filtro che rimane, è quella che ci permette di far decantare le cose e tirare fuori il meglio (…) io non la vivo esattamente come un filtro potente, la vedo come un’apertura di possibilità”, così Maistrello.
Queste sono alcune frasi dai primi minuti di conversazione, conversazione che Luisa Carrada, fine e stimolante, è riuscita a guidare verso approfondimenti e estensioni che davvero vale la pena di gustare.



Si è parlato di blog, di reti sociali, di e-democracy, di aziende e marketing, di corporate blogging che – precisa Sergio - “non è un modo diverso per far arrivare gli stessi contenuti pubblicitari alle stesse persone: è un ambiente diverso, in cui c’è un altro linguaggio e in cui bisogna metterci… un po’ più d’anima mi vien da dire”.
Tutta la sala - numerose le persone intervenute aggiuntesi agli iscritti al corso Intermediando - ha seguito con attenzione e viva partecipazione il dialogo, per quasi due ore, porgendo domande a una tira l'altra come le ciliege. La seconda parte del video le riporta tutte.



Buona visione a tutti!

martedì 19 giugno 2007

Abbiamo bisogno di intermediari

Parlando di software, di blog e altro, oggi è venuto fuori che nella nostra vita abbiamo bisogno indistintamente di intermediari, anche nelle cose più comuni. Ma anche la stessa nostra relazione con Dio è legata ad un intermediazione tra noi ed il sacerdote (nel caso della confessione). Nella vita pratica quando ci serve qualcosa che non riusciamo a fare chiediamo l'intervento di qualcuno che ci faccia da intermediario. Quando c'è un litigio o qualche incomprensione con qualche persona chiediamo magari ad una nostra amica/o fidato/a di farci da tramite con quella persona, scoprire come la pensa per cercare di risolvere la questione. Anche nel nostro rapporto con le macchine ed in particolare con il pc, se dobbiamo lavorare su windows abbiamo come intermediario un software creato da altri che ci permette poi di fare tutte le cose. Questo software però è per “pochi”, nel senso che per utilizzare questo software devi avere una licenza visto che essendo un prodotto registrato non puoi utilizzarlo in maniera illegale. La cosa bella sarebbe produrre un intermediario della nostra vita quotidiana in maniera etica senza aver bisogno di canali(licenze). Questo oggi lo si fa grazie ai prodotti realizzati in maniera collaborativa, tanti professionisti e appassionati che mettono la loro conoscenza a servizio degli altri per far si di non conformarsi alle regole. Questi sono i software liberi come LINUX, UBUNTU e altri. Si producono quindi dei beni comuni, immateriali che servono per scambiarsi idee e realizzare progetti di un certo spessore e valore insieme, anche magari restando dietro al monitor di un computer da una parte all’altra del mondo.

lunedì 18 giugno 2007

Insieme, ferita e benedizione.

Non avevo mai fatto caso a questa cosa, ma oggi durante una delle lezioni della scuola di Intermediando qui a Roma, si è parlato dell’immagine dell’Angelo che tiene stretto Giacobbe che nello stesso tempo lo abbraccia e lo colpisce. Si parla molto in generale di fragilità, di unità, di missionarietà, di tradimento, di diversità. Proprio con questa immagine ed in particolare con questo passo oggi si è discusso molto. Mi è venuto in mente dei tanti rapporti che si anno in diocesi, in parrocchia ma anche in famiglia, tra amici, tra gli stessi giovanissimi. A volte essere “feriti” serve, serve per crescere e per instaurare un rapporto migliore. Una sana litigata piena anche di parolacce e quant’altro ha i suoi frutti, ma ha i suoi frutti se alla fine c’è la “benedizione”, c’è la riappacificazione e la tranquillità di essere stati sereni e sinceri.

domenica 17 giugno 2007

Intermediando

Sotto la spinta della rivoluzione digitale, i mestieri della comunicazione stanno moltiplicandosi e sempre più specializzandosi. Eppure si assiste a continue “passerelle” tra un mestiere e l’altro: tra giornalismo e ICT (Information&Communication Technology), tra televisione e comunicazione aziendale, tra letteratura e cinema…
NetOne organizza a Ciampino (Roma), dal 18 al 23 giugno 2007, Intermediando un corso di “approfondimento creativo” per singoli campi della comunicazione (informazione, cinema e tv, Informatica e nuove tecnologie, marketing e comunicazione d'impresa ) ma con aperture inter e intra-disciplinari.
Il focus del seminario è mostrare secondo quali vie la comunicazione può agire come promotrice di una società della creatività, della condivisione, della cooperazione, della fraternità.
Sono previsti cinque giorni di corsi per 120 giovani professionisti e studenti tra i 20 e i 35 anni, provenienti dal mondo intero, in lingua italiana e in lingua inglese. Nelle due ore al giorno in sessione plenaria alcuni noti esperti di comunicazione offriranno ai partecipanti una visione d’insieme sulla realtà comunicativa nella quale si troveranno a lavorare. Per il resto del tempo il programma si articolerà in laboratori secondo quattro aree: informazione, cinema & TV (fiction e documentari), informatica e nuove tecnologie, marketing e comunicazione d'impresa. Sono in programma visite alla RAI, a Radio Vaticana e all’Agenzia Spaziale Europea di Frascati.
Lunedì 18 giugno 2007 la scuola si aprirà sul territorio per una serata – aperta al pubblico - con Sergio Maistrello sugli argomenti del suo ultimo libro “La parte abitata della Rete”.

martedì 29 maggio 2007

Di ritorno da Perugia

“Far risaltare l’urgenza di nuovi educatori” che sappiamo muoversi nell’odierno ambiente culturale determinato dai mass media. Questo uno degli obiettivi del convegno, promosso da WeCa (associazione dei webmaster cattolici italiani), su “Le nuove tecnologie: una risorsa educativa” (Perugia, 18-19 maggio). L’incontro si è svolto nell’ambito della 41ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (20 maggio) e in concomitanza della IV Assemblea associativa di WeCa. Introducendo i lavori del convegno, mons. Franco Mazza, presidente di WeCa, ha ricordato che “un primo problema da affrontare con serietà è l’insufficienza di educatori capaci di muoversi in questo nuovo ambiente culturale. Da molte indagini sia europee che nazionali, emerge un’immagine dell’adulto assai lontana dalle tecnologie, incapace di coglierne il significato più vero dovuto soprattutto all’approccio strumentale che gli adulti hanno nei confronti di quello che invece può essere considerato un nuovo spazio di incontro, di negoziazione culturale e valoriale. Per il mondo della scuola, ad esempio, sembra assente del tutto il significato positivo dei media come ambienti di apprendimento, di socializzazione e creazione della conoscenza”. Sono necessari, ha proseguito mons. Mazza, “nuovi strumenti e nuove strategie educative da proporre nell’ambiente scolastico, nei contesti educativi informali, negli apparati produttivi dei media, negli ordinari contesti della comunità ecclesiale”. Durante la conferenza stampa è stato letto il messaggio giunto dal ministero delle Comunicazioni, in cui tra l’altro viene annunciato che “dall’estate prossima verrà lanciata una campagna informativa per sensibilizzare le famiglie sulla necessità di accompagnare i ragazzi nella scoperta delle tecnologie. In quasi l’86% delle parrocchie italiane esiste un computer e nel 70% esiste una connessione a Internet che viene utilizzato per una pluralità di scopi. Il 61,7% delle parrocchie ha un indirizzo di posta elettronica. Ciò avviene nonostante l’età piuttosto avanzata della maggior parte dei parroci italiani: quasi il 50% di essi ha più di sessant’anni. Tuttavia l’età anagrafica non ha un peso così rilevante sulla diffusione delle nuove tecnologie: lo scarto tra parroci giovani e più anziani nell’uso di Internet è piuttosto limitato”. Sono questi alcuni dati che emergono dalla ricerca, “Parrocchie e Internet”, che è stata presentata nel corso del convegno. periodo marzo-aprile 2007 attraverso 1.338 interviste a un campione di parroci delle parrocchie italiane selezionate sulla base di due variabili: dislocazione territoriale e ampiezza della popolazione della parrocchia.La ricerca, commissionata da WeCa, è stata condotta, con la consulenza del Dipartimento Istituzioni e Società dell’Università di Perugia, nel Poche parrocchie, solo il 16% - emerge dalla ricerca - hanno un proprio sito Internet. Sono soprattutto le parrocchie del Sud ad avere un proprio sito Internet così come il computer è maggiormente diffuso proprio al Sud”. L’obiettivo principale dello studio “è quello di indagare quanto le parrocchie italiane facciano ricorso alle più recenti opportunità offerte dalle nuove tecnologie informatiche sia per compiti organizzativi che per l’azione di evangelizzazione. La Chiesa italiana infatti non è rimasta estranea rispetto alle più recenti innovazioni intervenute nel campo della comunicazione ed anzi non ha mancato occasione per sostenere la necessità di un sempre più diffuso ricorso ai nuovi mezzi”.
WeCa è la prima iniziativa europea del suo genere che intende unire, in una comunità viva e in continua sinergia, le conoscenze e le esperienze dei Webmaster Cattolici. E’ stato presentato inoltre al convegno, in anteprima nazionale, il "1° Premio webmaster cattolico". Per la prima volta, infatti, è stato organizzato a livello nazionale un riconoscimento ufficiale per premiare i migliori siti cattolici.